12/10/2008 (Morimondo - MI) La Delegazione della .

12/10/2008 (Morimondo - MI) La Delegazione della Lombardia in visita all'Abbazia      
Written by Delegation of Lombardia   

Il 12 ottobre 2008 una rappresentanza di Cavalieri ed Amici della Delegazione della Lombardia, guidata dal Delegato Principe don Vincenzo de Vera d'Aragona e dal Cappellano Capo per il Nord Italia Don Fabio Fantoni, hanno potuto visitare l'Abbazia Cistercense di Morimondo, da poco restaurata e riaperta al pubblico.

Il Monastero di Morimondo, nome che significa morire al mondo , cioè "vivere da risorti", fu fondato nel 1134 a Coronate, località ancora esistente a circa un chilometro dall'abbazia, dai monaci provenienti dal monastero cistercense di Morimond in Francia. Nel 1136 essi si trasferirono in località Campo Falcherio , l attuale sede.

In poco tempo il monastero acquistò importanza e accolse numerose vocazioni provenienti da tutte le classi sociali; addirittura prima della costruzione della chiesa, i monaci morimondesi fondarono altre due comunità: nel 1153 Acquafredda (Como) e nel 1169 Casalvolone (Novara).

Un segno notevole ed eloquente della ricchezza di vocazioni é testimoniato dalla fiorente attività dello scriptorium. Anche dal punto di vista agricolo ci fu una notevole espansione con gran numero di grange e mulini comprendenti un territorio di circa 3.200 ettari nel XIII secolo, di cui due terzi erano coltivati e un terzo boschi.

Purtroppo la laboriosità e la pax monastica furono disturbate dagli eventi bellici del tempo. L'abbazia, infatti, era stata fondata al confine tra Pavia e Milano, città che continuamente si contendevano il dominio politico e militare con saccheggi e sconfinamenti al di qua e al di là del Ticino. Con la venuta di Federico Barbarossa in Italia, Morimondo fu sconvolta con un primo saccheggio da parte delle truppe tedesche nel 1161.

La costruzione della chiesa abbaziale, ostacolata anche da una disputa di giurisdizione ecclesiastica con la vicina pieve di Casorate Primo, potè iniziare solo nel 1182.

Nel 1237 i lavori furono interrotti da un terribile saccheggio avvenuto nella notte del 3 dicembre a opera delle truppe pavesi, che devastarono il cenobio e uccisero molti monaci. Il monastero contava 50 monaci coristi (monaci sacerdoti che lavoravano nello scriptoriumi) e 200 conversi (monaci dediti alla gestione delle attività produttive del monastero ed ai rapporti con l'esterno). Da allora la comunità non si rialzò più e il termine dei lavori dell'abbazia si ebbe solo nel 1296.

Il tredicesimo secolo, col sorgere dei nuovi ordini mendicanti, portò a Morimondo, come in tutto l'ordine dei Cistercensi, un calo delle vocazioni monastiche.

Nel 1450 Morimondo divenne commenda e il suo primo abate commendatario fu il cardinale Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano, seguito dal cardinale Branda Castiglioni, noto umanista; ma provvidenzialmente Morimondo ebbe la sua rinascita spirituale grazie al figlio di Lorenzo il Magnifico, il cardinale Giovanni de' Medici, futuro papa Leone X.

Egli si adoperò a inviare a Morimondo sei monaci cistercensi provenienti dall'abbazia di Settimo Fiorentino per riportare la regolarità della vita monastica.

Segno di questa ripresa sono le opere di arte e di devozione, come la ricostruzione del chiostro intorno all anno 1500, il rifacimento del portale della sacrestia, l'affresco della "Madonna col Bambino" attribuito al Luini del 1515, e infine il coro ligneo del 1522.

Nel 1564 San Carlo Borromeo, per aiutare economicamente l'Ospedale Maggiore di Milano, spogliò l abbazia di Morimondo dei propri terreni; contemporaneamente la eresse a parrocchia, dandole il titolo di Santa Maria Nascente.

Il Seicento vide nell'abate Antonio Libanorio (1648-1652) l'apice di una nuova ripresa della comunità monastica.

Nel Settecento furono edificati i palazzi che s innalzano sopra i lati ovest e nord del chiostro.

Il 31 maggio 1798, a seguito della rivoluzione francese, fu decretata la soppressione di tutti gli ordini monastici e quindi anche della comunità cistercense di Morimondo.

Dal 1805 al 1950 la vita religiosa venne animata da sacerdoti ambrosiani. Nel 1941 l arcivescovo di Milano, il beato cardinale Ildefonso Schuster, in visita pastorale all'abbazia, constatatone lo stato di abbandono, volle riportare nel cenobio la vita religiosa. Prima arrivarono i Trappisti delle Tre Fontane a Roma, in seguito, nel 1950, la Congregazione degli Oblati di Maria Vergine.

Nel 1991 il Cardinal Martini affida alla Congregazione dei Servi del Cuore Immacolato di Maria la cura pastorale della parrocchia con un nuovo invito a rilanciare l'abbazia di Morimondo come centro di spiritualità e di iniziative pastorali.

Con la costituzione della Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo, nel 1993 si assiste a un rilancio di Morimondo con la valorizzazione del patrimonio spirituale e culturale dell'abbazia e del monachesimo di Cîteaux in generale.

Dal 2006 è il clero diocesano che nella figura di Padre Mauro Loi assicura la continuità nel mantenere vivo lo scopo di questo luogo fondato da un piccolo gruppo di monaci francesi nel 1134: realizzare un posto di incontro tra Dio e l'uomo.

 

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