Gianfranco Ravasi - La Sacra Milizia e...

Gianfranco Ravasi - La Sacra Milizia e Costantino oggi (Italiano)      
Written by Antonio Parisi   
Intervista a S.E. Rev.ma Gianfranco Ravasi, Arcivescovo di Villamagna di Proconsolare, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

Era il 28 ottobre del 312 Dopo Cristo quando alle porte di Roma, nelle vicinanze di ponte Milvio, le legioni di Costantino il Grande si scontrarono con quelle di Massenzio. Fu in quella occasione, prima della battaglia, che Costantino avrebbe avuto una visione: se avesse adottato il simbolo di Cristo sulle sue insegne avrebbe sconfitto l avversario. Costantino obbedì e sbaragliò Massenzio il quale datosi alla fuga morì annegato nel fiume Tevere. Durante le ore che precedettero lo scontro Costantino avrebbe scelto cinquanta tra i più valorosi componenti la sua guardia del corpo e con questi avrebbe dato vita al primo nucleo del Sacro Militare Ordine Costantiniano che  con i suoi quasi 1700 anni di vita rappresenta il più antico ordine cavalleresco esistente.

Di questa milizia fa parte anche l attuale presidente  del Pontificio Consiglio della Cultura, l arcivescovo Gian Franco Ravasi il quale il 9 Maggio passato ha celebrato a Roma, in occasione della Festa di San Giorgio, Patrono dell Ordine, la tradizionale messa nella Basilica di Santa Croce al Flaminio.

L'incarico ricoperto da Ravasi, quale Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, appare come uno dei più delicati nella vita della Chiesa. Infatti sono alla portata di tutti i molteplici legami che esistono tra messaggio cristiano e cultura, così come quest ultima contribuisca in maniera importante al pieno sviluppo dell uomo.

L odierna società si confronta però con una miriade di modelli culturali e per dirla tutta l uomo del terzo millennio appare per molti versi smarrito e frastornato. Quello che appariva certo appare sempre più incerto. Le conquiste tecnologiche e scientifiche non hanno dato risposte ai mille perché della vita, mentre la società della ipercomunicazione, in una sorta di moderna maledizione, lascia l uomo più solo di prima. Forse bisogna riscoprire la fede. Qualcosa in questo ambito sta cambiando. Per esempio  si è compreso che "scienza" e "fede" non sono armate di eserciti contrapposti. Scienza e fede  possono essere conciliabili poiché agiscono in ambiti diversi. Sono ambedue necessarie allo sviluppo dell umanità. Questa è una grande conquista di carattere culturale che avrà riflessi positivi nel futuro.

Dunque ad uomini come Ravasi è affidata una responsabilità di carattere, addirittura, epocale. Per fare questo occorre avere in dote delle qualità intellettuali ed umane non comuni.

Nello scenario appena descritto di questo terzo millennio, qual è, dunque, il ruolo che può avere una "Militia" come quella del Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio? Ecco cosa ci dice Mons. Gianfranco Ravasi.

R. Secondo me sono due gli aspetti che rendono ancora valida questa ed altre istituzioni similari. Da un lato c è quello simbolico, rappresentato dai riti, dalle vesti e dalla tradizione storica che sono elementi di grande rilevo culturale. Pensiamo al ruolo che svolge il rito all interno della liturgia con tutto il suo apparato e la sua ricchezza di simboli, di segni e di paramenti. Dunque esiste tutta una realtà espressiva significativa che si inquadra nel tentativo di far rinascere dimensioni storiche e culturali.

Da l altra parte c è l aspetto filantropico oggi dominante in associazioni ed istituzioni che con i loro simboli e segni espressivi, rendono importante la loro presenza nel tessuto sociale. Debbo dire che, in questa luce, ove la presenza della comunità ecclesiale o di quella civile non riesce ad operare con una certa intensità, per il principio di sussidiarietà, si potrebbero affidare, in alcuni ambiti, dei compiti ad istituzioni come l Ordine di San Giorgio.

D. Un po come dovrebbe agire il Principio di Sussidiarietà all interno dell Unione Europea?

R. Diciamo che il principio di Sussidiarietà regge la Chiesa da sempre. Infatti tutti sanno che la Comunità non è costituita solo dalla gerarchia o da quelli che hanno funzioni specifiche, ma da tutti i credenti che in qualche modo costituiscono l unità della Chiesa. Già San Paolo paragonava la Chiesa ad un corpo in cui un organo o una parte non può fare a meno degli altri organi  o delle altre parti. Ogni parte dell organismo  è necessaria all altra per un buon funzionamento di tutto il corpo.

Dunque anche l Ordine Costantiniano ha e può continuare ad avere una sua funzione nel terzo millennio ma, questo a condizione che si tenga saldo nella ricerca delle "radici" e delle motivazioni di partenza che si devono poi esplicare sui due livelli a cui si accennava prima: la valorizzazione culturale della propria storia e tradizione ma anche e soprattutto una presenza fattiva nel sociale.

D. Cosa pensa di Costantino il Grande e delle tradizioni a lui legate? Fu realmente un imperatore cristiano?

R. Per quanto riguarda le tradizioni in generale, debbo dire che  quando si prendono in esame epoche di cui sono insufficienti le fonti documentali allora vi sono altri elementi che possono concorrere a creare un quadro storico coerente. Si pensi ai simboli che non nascono quali metafore vuote ma nascono da esperienze, magari non proprio quelle tramandateci,  ma comunque reali. Le tradizioni antiche sono una sorta di eredità molto variegata che concorrono a fare cultura insieme con le fonti certe ed archivistiche. Per quanto attiene alla figura di Costantino, questa è stata da sempre oggetto di grandi discussioni ed interpretazioni. Questo perché la distanza storica e la penuria di documentazioni non ci permettono di ricostruirne vita e fatti con precisione così come potremmo fare con altri personaggi. Sicuramente, quello che possiamo dire è che in lui si intrecciavano due elementi. Quello di una esperienza religiosa magari condotta in una forma quasi istintiva e quello di una dimensione politica. Due fattori che se da una parte non possono portare alla santificazione di Costantino, come invece ritenne di fare la Chiesa Orientale, da l altra parte non consentono di ridurre Costantino ad un mero calcolatore politico. Ci sono, d altra parte nella sua famiglia, elementi che fanno pensare all esistenza di valori spirituali autentici.

Basti pensare al fatto che la madre di Costantino, Elena, era cristiana ed autenticamente convertita tanto che dedicò tutta la sua vita alla ricerca delle memorie storiche e spaziali di Cristo.

Antonio Parisi

 

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